Una festa di libertà e di comunità, ma anche un’occasione per fare un amaro punto della situazione. Ogni anno, soprattutto a mia memoria (alla veneranda età di 35 anni) questa giornata è animata da qualche discussione pubblica. Il dibattito politico è sempre più ridotto a mera tifoseria di appartenenza, ma restano ancora discussioni sul merito delle questioni. E oserei dire: per fortuna!
Un anno la crisi democratica, l’altro quella delle istituzioni, i golpe dei politicanti di turno… e poi il tema del Lavoro. Sempre per quel sacro e bellissimo art. 1 della nostra Carta Costituzionale:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Art. 1 – Costituzione della Repubblica Italiana
Il lavoro che non c’è, che scarseggia e che cambia con il cambiare della società e del mondo. Ce ne siamo resi conto ancor di più in questa lezione globale offertaci dalla recente pandemia.
Dal globale al locale: in questi giorni dinamici di zone bianche e riaperture, il tema centrale di questa festa del 2 giugno è stata la difficoltà degli imprenditori del turismo e della ristorazione alle prese con la ricerca di personale che “voglia lavorare”. Da qui, si è innescata una grande discussione, soprattutto in Puglia, su svariate tematiche tra loro interconnesse e che provo a riassumere (non con poche difficoltà) attraverso qualche dichiarazione e titolo di giornale:
- «Io, imprenditore alla ricerca di bagnini in Puglia: chi ha il reddito di cittadinanza chiede di farlo in nero» – Fabrizio Santorsola, Presidente Fiba Confesercenti Puglia sulle colonne de “La Repubblica – ed. Bari” del 18.05.2021
- «Chi ha il reddito di cittadinanza deve dare la propria disponibilità a fare lavori stagionali con un incremento di 500 euro. Cioè deve rispondere con un impegno di lavoro o il reddito diventa una misura corruttiva anziché di solidarietà sociale» – Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania in una delle sue tante dirette web
- «La verità è che prevale lavoro nero, grigio e sottosalario» – CGIL Puglia – comunicato stampa del 18.05.2021
Un tutti contro tutti all’italiana con l’amaro fil rouge che vede ognuno dei soggetti coinvolti con almeno uno scheletro nell’armadio nascosto. Tra questi anche lo Stato, incapace di coordinare le Agenzie per il lavoro e centralizzare le informazioni, in attesa (?) dell’arrivo dei navigator che nel frattempo avranno sicuramente perso la bussola (a proposito, qualcuno sa che fine hanno fatto?)
Il sostegno economico a chi è in difficoltà è un diritto del cittadino e soprattutto un dovere di uno Stato democratico. Il parassitismo e l’evasione, invece, tolgono a chi ha davvero bisogno.
Ma come se ne esce? Con la politica e con il coraggio di guardare oltre il mero tornaconto elettorale immediato. Sì, lo so… nel mondo dei sogni!
Nonostante il tentativo di provare a prendere in considerazione ogni punto di vista, mi lancio con la condivisione di quello che trovo più afferente alle mie idee: un post che sta spopolando sui social:



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