Lo ammetto. In questi giorni, preso da alcuni cambiamenti importanti e da tante cose da fare, ho trascurato un po’ il blog. E’ finito lo smart working e adesso sto tornando (progressivamente) ad una vita più “canonica” fatta di sveglie, treni, corse, lavoro e tante riunioni. Con alcune novità. L’obiettivo di scrivere un nuovo articolo è sempre stato nella mente, ne approfitto in concomitanza con gli auguri di Pasqua.
Ancora una volta ci ritroviamo a vivere una Pasqua con tanto amaro in bocca. Non più solo per la pandemia, ma anche per il periodo di incandescenza internazionale: guerra, morti e profughi al confine dell’Europa. Non che il Mondo fosse in pace fino all’anno scorso, ma sicuramente lo era ultimamente il Mondo a noi “più prossimo”. Al confine dell’Europa.
La Pasqua, così come la Primavera, ci fanno pensare alla rinascita e quindi alla Speranza, cercando di darci un motivo per andare avanti. Ma bisogna crederci, e non sempre ci riusciamo. Infatti, in questo periodo, parlare di Pasqua o di Resurrezione diventa complicato, quasi inspiegabile. Chi crede, prova a farsi aiutare tra alti e bassi dai sacerdoti o dai mistici.
In questi giorni di montagne russe tra pace personale e guerra nel mondo, mi sono imbattuto in uno spunto che qualche anno fa mi ha cambiato un po’ la vita, grazie al percorso delle “Dieci Parole” di don Fabio Rosini, e che voglio condividere con chi legge segnalando la lettura di un libro interessante (link).
L’uomo è creatore di idoli. Gli idoli mi rubano il presente, mi fanno vivere in funzione di qualcosa che deve succedere, e non mi fanno vivere qui, adesso, con i piedi nelle mie scarpe e con il mio cuore. La realtà è povera, semplice. Dio vero si incontra nella realtà, e non negli idoli.
don Fabio Rosini
La Pasqua fa morire gli idoli, ovvero quelle fissazioni mentali che pensiamo essere i nostri sogni, ma che invece sono soltanto illusioni materiali che nascono dalle nostre fragilità. Come le incomprensioni. Come la guerra.
Ci aspettavamo l’idolo di un Messia potente, e ci siamo ritrovati un bambino nato tra gli scarti della società e morto sulla croce come un criminale dopo una permuta con Barabba. Questa è la base di partenza della cristianità.
Una cristianità che però abbiamo con il tempo arricchito con tanti altri riti e idoli, i quali spesso ci fanno volgere lo sguardo dalla parte sbagliata, perché ci siamo illusi di trovare altro rispetto alla realtà che abbiamo sotto gli occhi. Una realtà fatta di tanti Cristi che muoiono per la cattiveria umana.
Una realtà che ci porta a sperare, sempre e comunque, nella Pace, frutto di cambiamento e rinascita.
Buona Pasqua!


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