Mobilità a Fasano, come siamo messi?

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È da un po’ che non scrivo, il ritorno al lavoro in presenza mi ha di fatto accorciato il tempo libero. Terminato lo smart working, sono tornato a fare il pendolare tutti i giorni. Questa volta non a Roma, ma quotidianamente da Fasano verso Bari (e viceversa), toccando con mano il livello del servizio di trasporto pubblico regionale, con i suoi pregi e difetti.

Partiamo dai pregi. Il trasporto regionale di Trenitalia ha fatto passi da giganti inimmaginabili ai tempi in cui studiavo all’università: erano i tempi in cui si stava lavorando al raddoppio del binario sul tratto Fasano/Polignano e trovarsi ogni tanto un treno moderno, come il Minuetto, era un modo per iniziare un po’ meglio la giornata. Oggi da Fasano a Bari ci sono treni ogni mezz’ora circa, quasi tutti sono nuovi, puliti e tecnologici come il bellissimo treno battezzato con il nome di “Jazz” o in alternativa ristrutturati internamente. I collegamenti sono frequenti ed esistono molti treni “veloci” che permetto di raggiungere il capoluogo pugliese anche in soli 34 minuti. Praticamente una vera e propria metropolitana di superficie, con più posti a sedere, spazio per le biciclette e maggiore comunicazione e assistenza a bordo. Chi si lamenta del servizio, è solo perché non ha mai viaggiato tutti i santi giorni sulle metro A e B di Roma. Come direbbe Cassano: «sciapò». Analogamente a Trenitalia c’è Ferrovie del sud-est (sempre gruppo “Ferrovie dello Stato Italiane”) che con i bus FrecciaLink permette il collegamento tra Fasano, l’entroterra e i capoluoghi di provincia come Bari, Brindisi e Taranto.

Veniamo ora ai difetti: l’intermodalità fasanese. Non funziona come dovrebbe, non è un problema solo fasanese, bensì molto diffuso in tutto l’ambito regionale.

È da alcuni mesi che rifletto e lavoro su questo tema, anche grazie all’occasione della redazione del PUMS (Piano Urbanistico Mobilità Sostenibile) cittadino in via di ultimazione. Il tema è molto complesso e si scontra sicuramente con alcuni nodi cruciali che è importante prendere in considerazione:

  • Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) su gomma nei Comuni è gestito tramite un contratto regionale stipulato con CoTr.A.P. (consorzio di più aziende) scaduto ormai nel lontano 2018. In attesa della pubblicazione della nuova gara del servizio, il contratto va in continua proroga da ormai 4 anni in una condizione di provvisorietà che non permette di godere dei benefici relativi a investimenti e innovazione. Tradotto: i mezzi sono vecchi, l’appaltatore non trova conveniente per ora acquistare nuovi mezzi (è in proroga!), non esistono innovazioni come il banale GPS che permette di tracciare con apposita App le informazioni di percorso, la posizione del bus e la localizzazione delle fermate e delle tratte. Cose normalissime, ma oggettivamente troppo tecnologiche ai tempi della stipula del vecchio contratto (2005). Come se ne esce? La gara regionale per il rinnovo del TPL dovrebbe essere già pronta sulle scrivanie della Regione, e promette di introdurre diverse novità (tra queste la co-partecipazione alle spese e agli utili di Comuni e Società), al momento pare sia però ferma la pubblicazione a causa dell’impennata dei costi del carburante che di fatto creerebbero problemi con l’importo a base d’asta di gara;
  • I collegamenti con la Stazione ferroviaria, ad oggi esistono un parcheggio privato e una linea bus del TPL (con i problemi di cui al punto superiore) che con i chilometraggi disponibilii del contratto cerca di coprire il servizio in base agli orari ferroviari. Non mancano i problemi: il parcheggio ha il suo costo fisso, i bus della società sono datati, enormi e viaggiano spesso vuoti. Come se ne esce? A breve sarà pubblicata la gara per il rifacimento di Largo Guarini (si è in attesa dei permessi finali per approfittare dello scavo e creare un passaggio dei servizi del gas metano) che permetterà di ricavare qualche posto auto gratuito ed un migliore stazionamento dei bus e della fermata. Anche la pista ciclabile dalla “via vecchia” ha visto la ripresa dei lavori dopo un piccolo intoppo dovuto al passaggio dei servizi essenziali come acqua e gas. Il mio sogno è, e rimane, una navetta gratuita da pochi posti che faccia la spola Fasano-Stazione ogni 15/20 minuti coordinandosi con le corse da e per le frazioni: l’unico modo concreto per integrare quella stazione ferroviaria un po’ lontana dal centro abitato (l’articolo continua dopo l’immagine ↓ )
Il progetto di rifacimento di Largo Guarini alla Stazione di Fasano Scalo
  • La seconda stazione. Non tutti sanno che la “Stazione FS di Cisternino” in effetti ricade nel territorio di Fasano in località Pozzo Faceto. Una stazione che non gode delle corse veloci e della frequenza di treni come quella di Fasano Scalo, ma che può essere determinante per chi è alla ricerca del turismo lento: a due passi dal Parco delle Dune Costiere e dal mare di Torre Canne. Un potenziale ancora oggi inespresso e che Fasano potrebbe prendere in carico a vantaggio di tutto il territorio e della Valle d’Itria;
  • Gli anni di mancati investimenti da recuperare. Nel consiglio comunale di Mercoledì 25 maggio abbiamo approvato una piccola modifica al Piano Urbano del Traffico precedentemente portato in Commissione Lavori Pubblici e Mobilità, grazie alla quale il Comune sta partecipando al bando regionale «Smart go city» per l’acquisto di n.2 mezzi ibridi/elettrici da utilizzare per il TPL. Inoltre, la fase di analisi e redazione che stiamo facendo con il PUMS, e la conseguente approvazione/adozione, finalmente permetterà a Fasano di avere le idee più chiare sullo sviluppo in 10 anni della mobilità sostenibile (anche quella pedonale e ciclopedonale) per iniziare a sognare “in grande” in attesa del nuovo contratto TPL, coinvolgendo le scuole (al momento sono gli studenti delle frazioni i principali fruitori del servizio) e tutti i cittadini. Il lavoro è complesso perché parte dalla comunità, per allargarsi agli ospiti. In questi giorni, lo ammetto, mi piange il cuore nel vedere cittadini e vacanzieri persi nei meandri delle fermate bus in città senza informazioni e senza una pensilina per proteggersi dal caldo. Per colmare questo gap è necessario investire anche in comunicazione e decoro, sia intercettando appositi finanziamenti (pubblici o privati) sia utilizzando l’imposta di soggiorno per riqualificare un servizio da sempre bistrattato in città, ma oggi all’ordine del giorno in tutto il mondo.

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