Comunità Energetiche a Fasano, primi passi

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Con il convegno “Comunità Energetiche Rinnovabili: inquadramento, opportunità e cooperazione” del 14 febbraio abbiamo inaugurato ufficialmente il percorso del Comune di Fasano che ci porterà alla costituzione delle CER. Il plurale è d’obbligo perché, con la guida del Comune, capiremo insieme ai cittadini le soluzioni migliori da intraprendere.

In questo primo appuntamento abbiamo voluto mettere sul tavolo gli aspetti tecnici, normativi e di ricerca con la relazione del prof. Massimo La Scala, docente di Sistemi energetici presso il Politecnico di Bari, mentre l’arch. Antonella Tundo ha illustrato gli strumenti ENEA disponibili e in via di sviluppo per la gestione delle CER.

Con la relazione dell’ing. Pasquale Capezzuto, presidente dell’Associazione Energy Managers, sono stati prospettati gli scenari possibili in termini di green economy, dal punto di vista dei cittadini e delle Pubbliche Amministrazioni. Infine l’ing. Felice Tauro dell’associazione “Local Energy” ha illustrato la testimonianza in fase di realizzazione nel Comune di Anzi (PZ) con la collaborazione di Legambiente Basilicata.

Ma cosa sono esattamente le Comunità Energetiche?

Sono associazioni o cooperative (o altri tipi di organizzazioni similari), composte da due o più soggetti, che nell’ambito della stessa cabina primaria elettrica decidono di condividere “virtualmente” l’energia e alle quali possono aderire consumatori e produttori con impianti di potenza massima di 1 MW. La convenienza sta nel fatto che lo Stato, tramite il GSE (Gestore Servizi Energetici), incentiva questo meccanismo riconoscendo per 20 anni alle Comunità Energetiche:

  • 110 euro MWh/ora per l’energia scambiata tra produttori e consumatori della stessa CER;
  • vendita sul mercato dell’energia in surplus prodotta (e non consumata) dalle CER – viene immessa in rete (come per lo scambio sul posto);
  • abbattimento degli oneri di sistema.

Le entrate economiche della CER vengono raccolte nel conto corrente dell’associazione o del referente legale, e redistribuite tra i soci sulla base delle regole che gli stessi hanno condiviso prima di costituirsi (al netto delle spese di gestione e animazione). Lo strumento dell’associazione/cooperativa ha quindi un’accezione positiva in termini di esperienza di condivisione: fare parte di un’associazione significa condividerne gli scopi e decidere insieme come risparmiare, ma anche come investire quota parte degli introiti per attività solidaristiche tra i soci e non. Questo è uno dei motivi per i quali parliamo al plurale di CER del territorio, poiché potranno nascere più Comunità con obiettivi e finalità diverse: scuola, enti pubblici, zone industriali, parrocchie,… tutte comunque accomunate dall’obiettivo di cooperare e risparmiare.

Occhio a non farci prendere dall’enfasi!

Il termine è composto da due vocaboli potentissimi, che richiamano a due concetti importanti: la comunità e l’energia. Potremmo scrivere trattati interi su queste due parole e non basterebbero a illustrarne tutte le potenzialità. Il rischio che non vogliamo correre è quello di farci prendere dall’enfasi, sottovalutando alcuni aspetti di tipo organizzativo e gestionale, cascando in errori di tipo speculativo. Ed è per questo che la co-partecipazione del Comune nella fase di processo vuole assumere una funzione di garanzia e divulgazione per i cittadini in termini di interesse pubblico dell’iniziativa. Allontanarsi dalla mera speculazione significa offrire un impatto sociale ad ampio raggio sull’iniziativa, garantendo vantaggi per tutti i membri della Comunità ed opportunità di lavoro per professionisti, imprese e lavoratori (comprese le nuove professioni che potranno svilupparsi).

Ok, ma i prossimi passi?

La divulgazione e i processi richiedono tempo, e questo lo sappiamo. Mentre siamo in attesa del quadro normativo definitivo che dovrebbe sbloccarsi per aprile. Con la prudenza del caso, nei prossimi mesi porteremo avanti un percorso che abbraccerà le realtà cittadine sociali, scolastiche e imprenditoriali (perché nella comunità c’è spazio per tutti) finalizzato alla promozione della cultura delle CER e della cooperazione. Lo faremo partendo dalla messa a disposizione dell’energia che il Comune di Fasano già produce: 50 kW la potenza fotovoltaica degli impianti presenti sugli immobili di proprietà comunale (frutto degli efficientamenti energetici realizzati) che ben presto triplicheranno arrivando a circa 150 kW, così come si evince dalla tabella realizzata grazie ai dati rilevati dagli uffici comunali.

Ripropongo i servizi televisivi dedicati al Convegno da TGNorba e TG7:

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Una risposta a “Comunità Energetiche a Fasano, primi passi”

  1. Francesco Demichele

    Avvisami quando ci saranno i prossimi incontri.
    FRANCESCO DEMICHELE

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