Comunità Energetiche anche a Fasano

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È una cosa concettualmente semplice nella sua complessità tecnica. Il principio di base è quello della condivisione dell’energia prodotta da ciascun membro che sceglie di aderire alla comunità.

Negli ultimi 20 anni lo schema di gestione dell’energia elettrica è stato rivoluzionato: si è passati dalla classica produzione delle grandi centrali che dovevano soddisfare il fabbisogno di tutto il territorio nazionale, ad uno schema più complesso che consente a ciascun utente di produrre in proprio una parte dell’energia necessaria, attraverso sistemi rinnovabili come il fotovoltaico e il mini-eolico.

Se da una parte il nuovo modello ha introdotto difficoltà di gestione della rete elettrica tradizionale, dall’altra parte con l’arrivo delle smart grid ha permesso l’introduzione di sistemi innovativi per la gestione dell’energia fino ad arrivare alla Condivisione.

Come funziona? Chi a casa possiede un pannello fotovoltaico, è ancora abituato all’idea di poterne ricavare un guadagno vendendo alla rete elettrica tutta l’energia prodotta in eccesso (e quindi non utilizzata). In realtà, bollette alla mano, tale energia viene ormai sempre più svenduta. Ed è qui che vengono in soccorso strumenti innovativi come le Comunità Energetiche, che consentono di condividere tra i membri della comunità tutta l’energia prodotta da ciascuno, consentendo un risparmio sui costi e sulla produzione oltre all’accesso a incentivi dedicati.

Cosa si può fare in un Comune di 40mila abitanti come il nostro? Sulla base delle esperienze già esistenti in Italia, ci si può muovere sicuramente su tre livelli differenti:

  1. Realizzare una Comunità Energetica tra tutti gli edifici pubblici. Scuole, uffici e altre strutture gestite dal Comune possono essere dotate di pannelli fotovoltaici, mini-eolico e sistemi di accumulo da mettere in rete tra loro. Per realizzare tale progetto, si possono intercettare fondi comunitari dedicati anche alle sperimentazioni.
  2. Realizzare una Comunità Energetica per un reddito energetico verso chi è in difficoltà. Ad esempio in Sardegna, una terra in cui l’approvvigionamento energetico è un problema, si è fatto di necessità virtù. A fare da pioniere è il Comune di Porto Torres che, intercettando una serie di finanziamenti europei è riuscito a realizzare una rete di impianti fotovoltaici da installare gratis sui tetti delle case delle famiglie indigenti, inserendoli di fatto in una comunità energetica (per chi vuole approfondire, consiglio l’articolo di “Qualenergia.it” a questo link)
  3. Educare e incentivare la realizzazione di più “Comunità Energetiche” o “Gruppi di Autoconsumatori” sul territorio tra privati. Questa è sicuramente l’azione a costo zero per un Ente Pubblico, poiché svincolata da valutazioni tecnico/economiche, progetti e soprattutto finanziamenti. Non costa nulla promuovere una serie di incontri sensibilizzando privati (residenti e imprese del territorio) al fine di favorire la nascita delle Comunità Energetiche.

Fare in modo che Fasano diventi una città all’avanguardia dal punto di vista energetico, realizzando progetti di ricerca con ENEA e Politecnico di Bari su temi come le smart grid (reti intelligenti).

In questo post ho provato a rendere fruibile il più possibile a tutti l’argomento. Per chi vuole approfondire, consiglio la visione di questo video e rimando alla lettura della Guida ENEA sulle Comunità Energetiche pubblicata nel 2020 . Se volete, potete commentare qui sotto oppure scrivermi a oronzorubino[at]gmail.com

https://www.youtube.com/watch?v=lYhbZ41tpnA
https://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/pdf-volumi/2020/guida_comunita-energetiche.pdf
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Una risposta a “Comunità Energetiche anche a Fasano”

  1. […] scorso anno, in piena campagna elettorale, ho già parlato su questo blog delle Comunità energetiche (qui il post per chi volesse approfondire), mentre già dai primi giorni dopo l’insediamento […]

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