Facciamo un festival di Street-art a Fasano?

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Grandi graffiti per riqualificare le periferie. In gergo tecnico si chiama Street art e sta trovando sempre più applicazione in molte città spesso alle prese con quartieri spogli o caratterizzati da palazzine anonime e tutte uguali tra loro.

Questo non è un murales! Via Gramsci, Fasano

Penso alle zone 167 di Fasano e Pezze di Greco, oppure ai grandi muri pubblici a Montalbano o quello adiacente al Comando di Polizia Locale. Ma penso anche alla sinergia pubblico-privato che permetterebbe di creare molto di più, coinvolgendo anche le scuole e rendendo l’iniziativa un’occasione di educazione al senso del bello, del decoro e al valore dell’arte urban che è cosa ben diversa dallo scrivere parolacce o frasi senza apostrofi sui muri.

È da qualche anno che con il mio amico Nicola pensiamo di organizzare anche a Fasano un piccolo festival che promuova tramite associazioni, scuole, ex IACP (oggi ARCA) e Comune alcune iniziative di riqualificazione urbana richiamando grandi nomi dell’ambiente urban. Un po’ come già avviene in alcune città italiane. L’idea mi è nata circa 7 anni anni fa, da quando mi sono trasferito per lavoro prima a Campobasso e poi a Roma, toccando con mano il valore di questo processo di abbellimento dei quartieri.

A Campobasso, cittadina da 50mila abitanti capoluogo del Molise, da ben 10 anni l’associazione “Malatesta” organizza un bellissimo festival intitolato “Draw the line” richiamando l’attenzione mondiale nel campo dei graffiti e della street art. Murales bellissimi che sono arrivati addirittura nella top 10 mondiale del settore e che hanno visto firme di famosi artisti come Kobra, Banksy (sì, proprio lui…) e Blu (quello giallo con i panda che ho messo in copertina all’articolo).

Di seguito una piccola galleria dei murales di Campobasso:

A Roma, invece, ci sono veri e propri quartieri in cui la street art è di casa. Da Ostiense a Tor Marancia, passando per Pigneto, Quadraro, San Basilio e Tor Bella Monaca. Sono davvero tantissimi i muri e i palazzi che si sono trasformati in tele per gli artisti di strada di ogni genere.

Tra Alberto Sordi, la Lupa che allatta Romolo e Remo e tanto altro, la città eterna si è lasciata colorare con sperimentazioni moderne come ad esempio il murale anti-smog sulla Ostiense o il cubo di Rubik ricavato da un residuo di marciapiede in zona Alberone:

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