Lo sappiamo da sempre, soprattutto noi pendolari che ci spostiamo con i mezzi pubblici per studio e lavoro: la stazione ferroviaria di Fasano è troppo distante dal centro urbano e la città paga un prezzo molto alto in questo periodo in cui la mobilità sostenibile diventa sempre più normalità (finalmente!).
C’è un aneddoto che si racconta in città sulla nostra stazione. Non so se si tratti del tutto o in parte di una leggenda, però è emblematico. Intanto lo condivido qui, poi mi prenderò la briga di approfondire. La nostra stazione fu attivata nel 1864, nel tratto Bari-Lecce della Ferrovia Adriatica, e sembrerebbe aver avuto una storia molto travagliata. La gente del posto non vedeva di buon occhio il fatto che una strada di ferro tagliasse in due Fasano e che dei treni passassero periodicamente inquinando (prima non erano elettrici) e creando disagi.
Si attivarono in massa tanti cittadini con diverse proteste e petizioni affinché la stazione venisse realizzata il più possibile lontano dal centro cittadino. Ecco che così ci ritroviamo oggi una stazione “fuori mano” e scomoda per tanti. Inutile dire che è stata una follia, ma ad oggi non possiamo fare più nulla per risolvere questo disagio. Anzi, possiamo fare solo e soltanto una cosa: aumentare i servizi che rendano sempre meno distante quella zona, a beneficio di pendolari, viaggiatori e turisti. E qualcosa, dopo anni di immobilismo sull’argomento, finalmente la stiamo facendo.
LAVORI DI RIFACIMENTO DI LARGO STAZIONE
Tra poco partiranno i lavori di riqualificazione della piazza antistante la stazione ferroviaria, Largo Oronzo Guarini, che cambierà decisamente il volto e il biglietto da visita per la nostra città. Il progetto è riportato nell’immagine all’inizio dell’articolo. Per l’occasione sarà rigenerato l’intero piazzale, con nuovi alberi e nuovi stalli per auto e bus.
NUOVI AUTOBUS, ANCHE PER LA STAZIONE
A proposito di bus, dopo aver partecipato al bando regionale “Smart Go City”, il Comune di Fasano avrà tra qualche settimana n.5 nuovissimi autobus ecologici che andranno a sostituire quelli esistenti in concessione alla SITA. Ed entro il 2023 partirà la sperimentazione per installare le cosiddette “Paline intelligenti” sulle principali fermate dei bus in tutto il territorio, ovvero dei display che indicano in tempo reale le corse dei bus, gli orario e i tempi di attesa. Gli stessi dati saranno disponibili anche tramite un’App, così da rendere più agevole la consultazione e più accessibile il trasporto pubblico locale.
TRASPORTO PUBBLICO TRACCIATO E INFORMATIZZATO
Questa sarà una rivoluzione per tutto il territorio cittadino, e soprattutto per la nostra stazione ferroviaria da sempre bistrattata dalle Amministrazioni precedenti. Resta ancora da trovare una soluzione per i parcheggi (un’idea c’è, ma ci stiamo lavorando) per chi purtroppo non può essere soddisfatto per le proprie esigenze dal servizio di trasporto pubblico. Nel PUMS approvato qualche mese fa abbiamo anche immaginato un grande parcheggio di scambio al nuovo Palazzetto dello Sport (se finanziato dai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026) con una navetta circolare che passa a prendere i pendolari per spostarli in Stazione.
ALTRE IDEE PER IL FUTURO, NON TROPPO PROSSIMO
Ci sarebbe anche un’altra cosa da fare. La scrivo qui, magari qualcuno me la copia o si aggiunge all’iniziativa: dovremmo scrivere a Ferrovie dello Stato Italiane e chiedere che la cosiddetta “Stazione FS di Cisternino” cambi nome in “Stazione di Pozzo Faceto” così da mettere fine a un grande equivoco storico che vede, purtroppo, gruppi di turisti arrivare in quella stazione e ritrovarsi in aperta campagna a due passi dal mare “a soli” 11 chilometri di distanza da Cisternino. Un equivoco che crea danno di immagine ad entrambe le città, anche perché la stazione ricade in territorio di Fasano, mentre Cisternino ha la sua stazione in centro cittadino per la linea (Ferrovie del Sud Est FSE) ormai assorbita anch’essa da Trenitalia e Ferrovie dello Stato.
Una stazione di campagna, ideale per il turismo lento in bici o a piedi, a due passi dal mare e da Torre Canne. Purtroppo poco utilizzata nelle sue grandi potenzialità.


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