C’è una lezione che possiamo trarre da quanto accaduto durante la pandemia: nessuno può farcela da solo. Lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, quando durante i lock-down e le zone rosse a Fasano si è attivata una rete capillare del volontariato per fare fronte ad ogni tipo di esigenza. Ad esempio:
- Il servizio della dispensa alimentare e di beni di prima necessità per i bisognosi, messo a punto tra Comune e Zone pastorali di Fasano e Fasano sud;
- Le iniziative come “Pronto farmaco” e “Pronto Spesa”, attivati dal Comitato Locale di Croce Rossa Italiana;
- Il progetto “Cettenafè“, per raccogliere e donare PC usati a chi è in difficoltà.
È stata un’esperienza in cui tutta la comunità si è unita, mettendo in rete competenze e tempo, in modo tale che nessuno rimanesse indietro. È stato possibile grazie alla forte capacità che abbiamo, come fasanesi, di vivere l’associazionismo, il tempo libero e il volontariato per tutto l’anno. Non è stato inventato nulla, ma presi dall’urgenza sono state solo messe insieme tutte le forze disponibili! E questa è una grande lezione che, se lo vogliamo, ci servirà sicuramente per il futuro.

Fare rete, condividere, liberare energie ed aiutare gli altri. Non solo nelle emergenze, ma nella vita ordinaria. Questo è l’unico modo per migliorare sempre di più la nostra città. In che modo? Di idee ce ne possono essere tante, ne propongo soltanto tre:
- Giovani e Start-up. Non servono gli sportelli pubblici, ma supporto a scuola e tante testimonianze. Sul tema si sprecano sempre tante belle parole e tanta burocrazia. Nell’era del digitale e dell’accesso ad ogni tipo di informazione, c’è bisogno di supporto e testimonianze. Il supporto lo si crea tramite appositi percorsi con le scuole al fine di portare sul territorio le varie occasioni disponibili (penso ad esempio al bando PIN promosso dalla Regione Puglia). Un altro esempio di supporto è l’affiancamento ai giovani per un miglior posizionamento sul mercato del lavoro (in soldoni: il curriculum bisogna saperlo scrivere, e c’è bisogno di chi insegni a farlo!). Le testimonianze, invece, servono ad incoraggiare, fomentare idee e perfezionarle affinché diventino vincenti e realizzabili. Bisogna fare in modo che le giovani idee si mettano in rete e generino nuovi benefici per la comunità in termini economici, culturali e sociali!
- Lavoro, incentivare percorsi dal basso per generare nuovi servizi (mestieri). Viviamo in un’era in cui è possibile inventarsi un lavoro da casa. Aggiungiamoci la fortuna di essere nati in una terra bella e socialmente dinamica che ha molta sete di servizi alla persona e di servizi turistici. Abbiamo tutti la consapevolezza di questa esigenza, ma non riusciamo ancora a fare il salto di qualità. Forse perché ci si aspetta che le cose cadano dall’alto, quando invece le più grandi rivoluzioni sono partite dal basso. Percorsi di formazione, piccoli bandi e concorsi di idee possono aiutare a far scattare la scintilla che manca.
- Nessuno è straniero. Secondo i dati ISTAT nel 2020 sono 1.738 gli stranieri residenti a Fasano (il 4,5% della popolazione). Vi è una importante comunità albanese, seguita da cittadini provenienti da Romania, Polonia e Georgia. A parte i ragazzi che frequentano le nostre scuole e sono inseriti in percorsi culturali, è ancora molto ridotta l’offerta formativa per gli stranieri a Fasano. Proviamo a pensare a corsi di italiano per adulti negli orari post-lavorativi. E i corsi di inglese? E perché non pensare anche a corsi di albanese per gli italiani? Ecco, la rete!

Nessuno deve rimanere indietro. La rete della solidarietà locale è fondamentale per intercettare le nuove esigenze, senza alcuna distinzione o discriminazione. Le nuove povertà non sono soltanto quelle economiche, ma anche e soprattutto quelle culturali e sociali. Le rete è fondamentale per sollevare chi inaspettatamente inciampa e deve rialzarsi, oppure per chi sogna di cambiare vita.
Non è una questione anagrafica, di sesso o etnia. Una città aperta al mondo, deve essere capace di interpretare ogni tipo di difficoltà umana e di fare rete con tutti ogni qual volta sia necessario.


Una risposta a “Dopo-pandemia, continuare a fare rete”
Caro Oronzo, sono assolutamente d’accordo con te. Se ognuno di noi facesse anche un piccolo passo verso l’altro o per bene della comunità, saremmo tutti molto più ricchi, non solo di ricchezza materiale ma soprattutto di valori morali.