Non sono un critico televisivo, né tanto meno conosco in maniera approfondita la storia della televisione. Anche se per la televisione ci lavoro, mi occupo di tutt’altro e non di prodotto. Però ci sono alcune cose che da spettatore è impossibile non notare e non commentare. E’ impossibile non lasciarsi trasportare dal surrealismo di un comico di nuova generazione come Valerio Lundini.
Se ne parla tanto da diversi mesi ormai, il suo programma “Una pezza di Lundini” nato lo scorso anno su Rai2 ad orario variabile in un palinsesto variabile, si è aggiudicato una marea di critiche positive: evoluzione del compianto “L’Ottavo Nano” dei Guzzanti, erede di Nino Frassica (leggasi anche “Tenore di Calatrava”, ospite nella prima stagione del programma), la prosecuzione di “Mai dire Goal” e così via fino addirittura ad un parallelismo con Maccio Capatonda.
Lundini però non si lascia scalfire minimamente dalla meritata celebrità, continuando a sfornare ancora oggi puntate sorprendenti, mai scontate e con sempre nuove sperimentazioni surreali che coinvolgono inaspettatamente in assurde gag ospiti di rilievo e di ogni tipo.
Lundini rimane quindi sempre Lundini, dimostrando il suo professionismo figlio della gavetta fatta dietro le quinte come autore di programmi radiofonici su RadioRai2 con Lillo&Greg oppure del meno fortunato programma “Battute?” trasmesso qualche mese prima della Pezza, sempre su Rai2 (consiglio di recuperare assolutamente su Raiplay!), e come stand-up comedian a teatro e su Comedy Central. Un professionista sì, ma sicuramente anche una persona che sa divertirsi con ironia e intelligenza anche a riflettori spenti. Così come è stato possibile constatare durante il lockdown con il web-programma “Tutti a casa” trasmesso su YouTube e Facebook da Francesco Lancia e Francesco De Carlo, una trasmissione di cazzeggio e intrattenimento in cui Lundini è stato resident quasi ogni giorno. SPEZZA!
Ma chi c’è dietro Lundini? Va citato sicuramente il suo autore, matto quanto lui: Giovanni Benincasa. Fino a qualche mese fa in pochi, almeno tra i non addetti ai lavori, sapevano che si tratta dello stesso autore di un altro matto programma storico della Rai, “Libero” di Teo Mammuccari.

E chi c’è accanto a Lundini? La bravissima Emanuela Fanelli che presentandosi ufficialmente come spalla, riesce a ritagliarsi i suoi grandi spazi nel programma con gag e monologhi unici: “Voci di donne”, le presentazioni de “Il previsto programma… non andrà in onda. Al suo posto Una pezza di Lundini”, i trailer di “A piedi scarzi” e “Simonetta, la truccatrice della Magnani”. Ironia e satira al linguaggio convenzionale e del political correct su temi come il femminismo e la bellezza di Roma. Capacità di divertire fingendosi “tonta”. Un’attrice, ma soprattutto una persona che chiunque vorrebbe almeno per una sera alla stessa tavolata di amici. SPEZZA!
Sullo sfondo ci sono “I Vazzanikki”, la band storica in cui Valerio è cantante e tastierista, con un nome che è tutto un programma. La tv è stata anche per loro occasione di riproporre alcuni pezzi geniali come “Bango bongo“, “Sergio Castellitto” oppure la nuovissima “La droga no” comparsa addirittura su Spotify, oltre ai featuring con numerosi cantanti come Fulminacci, Gazzè, Samuele Bersani, Ghemon, J-Ax e tanti altri.
Il successo della Pezza, infine, è merito anche dalla scelta di puntare molto sul web con Raiplay e YouTube, intercettando sui social tutte quelle fucine di satira e ironia dei tantissimi gruppi Facebook: vere e proprie fabbriche di contenuti e “meme” (corteggiati anche in trasmissione dal Tenente Silvestri).
Un programma divertente, frutto di tanti esperimenti studiati da Valerio, Giovanni ed Emanuela (viene troppo spontaneo chiamarli per nome!) e coltivati lungo le rispettive carriere, scegliendo a un certo punto di mescolarli insieme dando vita ad un capolavoro di intrattenimento che ci regala “qualche sorriso” ed un po’ di sana distrazione in questo periodo un bel po’ complicato. SPEZZA!
Prima di chiudere questo articolo, voglio condividere la gag che mi ha permesso di scoprire Lundini prima ancora dell’arrivo della Pezza. Una gag che mi ha fatto esclamare il fatidico “Genio!” che oggigiorno non si nega a nessuno. In realtà, col senno di poi, è sicuramente riduttivo definirlo tale. DA’-BA’!
Un cadavere in studio – L’AltroFestival 2020 in onda solo su RaiPlay
( ▲▲ lascio qui il link, non riesco ad embeddare ▲▲ )


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